Breve storia di Roma

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Breve storia di Roma

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Storia di Roma 2 Rome Information the best site on tourism in romeROMA – BREVE STORIA DI ROMA  – ROMA VISITE GUIDATE

La storia più antica di Roma si perde nella notte dei tempi. Oggi è impossibile separare nettamente della tradizione la verità storica.

Secondo le leggende tramandateci dai nostri pardi, il merito della fondazione di Roma spetta ad Enea. Sfuggito alla guerra di Troia, questi giunse nel Lazio (al confine della Roma odierna) dove prese in moglie la figlia del Re Lavinio.

Il figlio Ascanio fondò la città di Alba Longa sulla quale i suoi discendenti dominarono per parecchi secoli.

A questi discendenti  appartenne la Vestale Rea Silvia dalla quale nacquero Romolo e Remo.

I due gemelli divini (il padre era Marte, il dio della guerra) furono gettati nel Tevere affinché rimanesse a tutti nascosto il segreto della loro origine.

Ma miracolosamente i neonati furono trascinati a riva ed allattati da una lupa. Un pastore, a sua volta, li adottò e li allevò.

Fatti adulti ed informati della loro origine, Romolo e Remo sentirono in loro una strana forza creatrice di grandezza.

Così, nel 753 avanti Cristo, Romolo fondò Roma sulle rive del Tevere, intorno al punto dove egli venne tratto in salvo col fratello. (In tale date, 21 Aprile, si celebra oggi la ricorrenza del Natale di Roma).

Questa città cominciò  ad estendersi sul Palatino e fu detta <Roma Quadrata> – Resti di muri e monumenti, visibili sul Palatino, dell’VIII secolo a. C., confermano tale leggenda.

In breve poi la città andò allagrandosi sempre più estendendosi nella cinta dei sette colli (Capitolino, Palatino, Quirinale, Viminale, Esquilino, Celio, Aventino).

Diversi Re succedono a Romolo il primo dei quali è Numa Pompilio e l’ultimo Tarquinio il Superbo, (etrusco), ma di questi non v’è alcuna certezza.

Un punto importante è invece sicuro nella storia generale di essi ed è quella tendenza costruttiva che caratterizza sempre la storia di Roma.

A ciascun Re si lega infatti il ricordo di qualche speciale creazione: l’organizzazione del servizio religoso, la composizione della costituzione, la fondazione di Ostia, la costruzione del Foro, e, finalmente, l’imponente cinta di mura a protezione dello sviluppo della città.

E le ragioni dell’attrazione a Roma non mancano se si pensa alla situazione privilegiata sul fiume e vicina alla spiaggia, dominante la via commerciale dall’Etruria alla Campania.

Dopo l’espulsione dell’ultimo Re (509 a. C.) Roma ebbe un Governo Repubblicano con a capo due Consoli.

Nell’età repubblicana Roma è teatro di continue guerre, interne ed esterne: interne tra i nobili ed il popolo, ed esterne con gli Etruschi prima e quindi con i vicini popoli Equi, Volsci ed Ernici.

Dopo l’invasione dei Galli, circa il 390 a. C., Roma lotta ancora coi Latini, coi Sanniti ed altri, fino a quando riesce a vincere e sottomettere tutti quei popoli alla sua autorità.

Nel III. sec. la guerra fu continuata coi Punici fino a quando, con la vittoria di Scipione su Cartagine, Roma non divenne la padrona della parte occidentale del Mar Mediterraneo.

Libera dalla grande rivale Cartagine, Roma si intromise negli affari della Grecia e dell’Asia Minore fino quando, nel II sec., avendo trionfato anche su queste, procedette irresistibilmente per impadronirsi del mondo.

Parallelamente alla sua grandezza Roma non tralasciava di sviluppare anche l’interno della città promuovendo un’età di splendori che culmina nel 1 secolo d. C.

Contemporaneamente la Repubblica si trasforma in Impero.  La centralizzazione della potenza di Roma in una sola persona si lega al nome di Giulio Cesare; epperò è il nipote Ottaviano che, dopo l’uccisione di lui (44 a. C.), riesce a realizzarne pienamente gl’intenti.

Ottaviano, salito al trono imperiale col nome di Augusto, nel 27 a. C., dà grande incremento all’edizia ed all’arte e contribuisce alla formazione di quelle meravigliose opere marmoree delle quali gli autori del tempo scrissero con tanto entusiasmo ed ammirazione. (In tale periodo la popolazione di Roma ammontava a circa 2 milioni.)

Tale sviluppo venne interrotto nel 64 d. C. quando un orribile famoso incendio devastò Roma. Per ordine di Nerone (il quale fu incolpato dell’incendio) fu ricostruita di nuovo la Città. Tra gli altri edifizi si costruì per l’abitazione dell’Imperatore un grandioso palazzo di marmo: la Domus Aurea.

Dopo la famiglia Giulia-Claudia (68 d. C.) la dinastia Flavia salì al trono imperiale.

Sotto gli augusti l’Impero si allarga di molte provincie.  Oltre la Spagna (Hispania), la Francia (Gallia), Britannia (Inghilterra), diverse provincie lungo il Reno (Germania), ed il Danubio; ed in Oriente fino all’Eufrate.

I Flavi (69-96) specialmente Vespasiano, Tito, Domiziano, e poi Traiano, furono gli imperatori delle conquiste territoriali.

Nello stesso tempo essi fecero a gara per abbellire Roma di palazzi, di archi trionfali, di teatri e monumenti, rendendo la città degna della sua grandezza.

In tale periodo culmina la potenza di Roma.

Nel sec. II d. C., sotto gli Antonini, la vita di Roma è caratterizzata dalla quiete e dall’agiatezza generale. E’ solo uno stato apparente, però. Appunto in tale secolo, comincia già la grande decadenza che ha diverse cause:

I barbari assalgono l’impero da tutte le patri; nell’interno si lotta senza tregua per il trono imperiale; i costumi si rilassano. Intanto la cristianità si divulga irresistibilmente contro il paganesimo. L’Impero, ormai, è condannato a morire.

Tutto il sec. III. d. C. passa in continue lotte per la vita e per la morte coi barbari invasori. Come inevitabile si appalesa la rovina finale.

Dopo l’editto di Milano  del 313 (che ammette la nuova religione) Costantino il Grande istituisce il Cristianesimo religione di Stato e nel 330 trasferisce la capitale dell’Impero a Bisanzio, che fa chiamare Costantinopoli.

L’agonizzante Impero, diviso durante il sec. V in Oriente con Costantinopoli ed in Occidente con Roma, lotta fino al 476 epoca in cui i barbari abbatterono l’Impero Romano d’occidente.

Il colpo finale alla completa rovina di Rom a lo diedero quindi i Goti ed i Vandali che incendiarono la città, saccheggiandola ripetuamente.

Caduto così l’impero tutti si trasferirono a Costantinopoli lasciando Roma misera e deserta.

Ma ecco che nello stesso sec. V si presentò una nuova potenza, il Papato. Questo impedì la scomparsa di Roma e costituì la base della grandezza avvenire.

Il Papa Leone Grande (440-461) e S. Gregorio furono i grandi Pontefici iniziatori. Esse fecero edificare Chiese, Chiostri e Palazzi, richiamando in vita la città agonizzante.

Per diversi secoli continuò la lotta con Costantinopoli per stabilire l’autorità suprema. Essa durò fino al secolo VIII quando Leone III incoronò Carlo Magno con le seguenti parole:

<A Carlo Magno Augusto, Imperatore Romano, coronato da Dio, Vita e Vittoria>.

Con questo riconoscimento dell’autorità pontificia inizia il medio evo e si sviluppa la Roma medioevale. Dovunque sorgono fortezze, bastioni e grandi opere di fortificazioni.

Per le costruzioni è comune, in tale epoca, servirsi dei materiali degli antichi monumenti abbandonati.

Il papato intanto è costretto a combattere, oltre che con gli stranieri anche con la sempre più prepotente nobiltà romana: Colonna, Orsini, Frangipani, etc… etc.

Solo sotto Bonifacio VIII nell’anno 1300. l’anno del primo gran giubileo, (1) la potenza papale riuscì ad affermare una certa autorità e raggiungere un punto culminante di sviluppo. Ma fu per poco perché nel 1309 Clemente V, d’origine francese, trasferì in Avignone (Francia) la sede del pontificato. (La popolazione di Roma diminuisce fino a 15.000 anime.)

Alla città abbandonata non rimase che vegetare nella miseria, estenuata del tutto dai continui combattimenti dei nobili romani, bramosi di autorità e di potenza. Intanto i costumi si rilassano e la depravazione, le violenze ed i continui scandali, fanno ripetere in breve la rovina del V secolo. Ma come nell’esempio risplendente della Roma antica, nella città abbandonata la volontà di continuare a vivere e fiorire non era spenta del tutto.

Così il tribuno Cola di Rienzo riuscì a fondare la Repubblica Romana. Fra tanto abbandono tale atto non fu però apprezzato al giusto valore ed il tribuno fu ucciso lasciando così la nobiltà libera di continuare la contesa. In momenti tanto critici apparve allora il salvatore nella persona di Gregorio XI, che nel 1377 tornò a Roma e s’impadronì della città.

Con la presenza della Corte Papale, Roma divenne allora il centro di tutto il mondo culturale dell’epoca.

E’ il fiorire del Rinascimento sotto i grandi pontefici, Nicolò V (1447-1455), Giulio II (1503-1513), e Leone X (1513-21).

Nel 1527 l’esercito di Carlo V con l’aiuto di 12000 rinforzi del contestabile di Borbone distruggono ed incendiano la città lasciando il triste ricordo del Sacco di Roma.

Tuttavia, nei secoli seguenti, la Chiesa, trionfante nella lotta contro la Riforma, riuscì a formare di Roma una città di bellezza incomparabile degna della sua potenza.

Nel secolo XV fino al secolo XVIII la Roma papale non solo dirigeva la vita politica ma rappresentava anche il crogiuolo dell’arte e della letteratura del mondo.

L’influenza dei principi della rivoluzione francese, sorta per i diritti dei popoli, cominciò a minare la potenza del papato. Alla fine del sec. XVIII poi l’avidità francese si intromise negli affari d’Italia, si trascinò il papa Pio VI in Francia, lo obbligò a firmare il trattato di Tolentino, gl’impose di rinunziare ad Avignone, Ferrara, Bologna ed Ancona, ed a pagare 300.000 lire come indennità per l’uccisione del francese Ugo Basville.

Roma ritornò allora repubblica.

Con la caduta di Napoleone però il Papa Pio VII ritornò trionfante in Roma a ricuperare il suo trono.

In questo momento siamo arrivati al grande movimento per la liberazione dell’Italia dalla schiavitù austriaca ed all’accentramento dell’Unità Nazionale.

Sotto l’influsso straniero, nel 1848, Pio IX emette la prima bolla contro gli austriaci ma non riesce a vincere e deve scappare da Roma, che in quell’anno ridiviene Repubblica.

Nel 1850 i francesi rovesciano quel governo e rimettono sul trono Pio IX.

Fino al 1866 i francesi occupano Roma che lasciano solo dopo il patto del Dicembre. Ma tornano in Italia per proteggere il Papa nel 1867 quando il condottiero Garibaldi vuole liberare il paese anche dall’autorità papale.

Il 20 settembre 1870, dopo un fuoco d’artiglieria contro le truppe pontificie, l’esercito italiano, aperta la breccia di Porta Pia, occupò Roma la quale da quel tempo divenne la Capitale dell’Italia Unita.

Nel 1878 morì Vittorio Emanuele II, primo Re d’italia.

Lo seguì il figlio Umberto I e, morto questi, il nipote Vittorio Emanuele III, il vittorioso della Grande Guerra Mondiale, che  è stato Re d’Italia.

Regnando Vitt. Em. III, e sotto il Governo Fascista, nell’anno VII di quest’Era Nuova che prese inizio dal grande impulso rinnovatore dato da Benito Mussolini, capo del Governo, in Italia ebbe luogo anche il fatto della Conciliazione. Avvenimento della massima importanza, dal lato politico, perché pone termine alla dolorosa e lunga Questione Romana, unendo in vincolo amichevole due grandi forze, quella del Popolo e quella della Nazione Italiana, e del lato morale, in quanto unendo intorno a Roma cristiana e cattolica, centro della religione, tutti gli animi, dà un senso di armonia e di profonda unione alla nazione intera, e sopratutto a quei molti che, dato lo stato di cose poco sereno ed amichevole durato fino allora, spesso si trovavano in aperto contrasto. Con tale atto Roma attrae di nuovo l’attenzione universale ed attende ora a scrivere altri importanti capitoli nella storia d’Italia e del mondo.

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