Arco di Costantino

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Arco di Costantino

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Arco di Costantino

Arco di Costantino è un arco Trionfale formato a tre fornici, è situato a Roma a due passi dal Colosseo. Esso è un monumento molto importante dal punto di vista storico e museale, ed è ricordato come una scultura romana straordinaria per la sua ricchezza e la sua importanza.


Storia

Il monumento fu dedicato dal senato per commemorare la vittoria di Costantino I contro Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio einaugurato ufficialmente il 25 luglio del 315 o nel 325. La collocazione, tra il Palatino e il Celio, era sull’antico percorso dei trionfi.
E’ uno dei tre archi trionfali rimasti a Roma, gli altri due archi sono quello di Tito e di Settimio Severo. L’arco di Tito è quasi del tutto ignorato dalle fonti letterarie antiche e le informazioni che si conoscono ci arrivano in gran parte dalla lunga iscrizione di dedica, ripetuta su ciascuna faccia principale dell’attico.
Nel tempo della sua costruzione, Costantino non aveva ancora ufficializzato la simpatia verso il Cristianesimo, e nonostante la probabile apparizione della Croce durante la battaglia di Ponte Milvio, l’imperatore che diede la libertà di culto alle popolazioni dell’impero Romano nel 313, partecipò solo nel 325 al concilio di Nicea. Nonostante la discussa frase “instinctu divinitatis” sull’iscirzione, e verosimile che all’epoca Costantino mantenesse una certa equidistanza tra le religioni, anche per ragioni di interesse politiche. Infatti tra i rilievi dell’arco sono presenti scene di sacrificio e diverse divinità pagane.
Nel 1530 Lorenzino de’ Medici tagliò per divertimento le teste sui rilievi, e per questo fu cacciato da Roma , le teste furono poi in parte reintegrate nel XVIII secolo.
Nel 1960, durante i Giochi della XVII Olimpiade di Roma, l’arco di Costantino fu lo spettacolare traguardo della leggendaria maratona vinta a piedi scalzi dall’etiope Abebe Bikila.

E’ costruito in un opera quadrata di marmo nei piloni, mentre l’attico è realizzato in muratura.
Misura 21 metri di altezza (con l’attico), 25,70 di larghezza e 7,40 di profondità. Il fornice centrale è largo 6,50 metri e alto 11,45.
La struttura architettonica dell’arco è molto simile a quella dell’arco di Settimio Severo nel Foro Romano. La cornice dell’ordine prinicipale è costituita da elementi rettilii di ripiego, integrati da copie costantiniane per gli elementi sporgenti sopra le colonne, più accuratamente scolpiti sulla fronte che sui fianchi.
La cornice dell’ordine principale è costituita da elementi rettilinei di reimpiego (datati all’età antonina o primo-severiana), integrati da copie costantiniane per gli elementi sporgenti sopra le colonne, più accuratamente scolpiti sulla fronte che sui fianchi. Ancora di reimpiego sono i capitelli corinzi (sempre di epoca antonina), i fusti rudentati in marmo giallo e antico e le basi colonne (capitelli e basi delle retrostanti lesene sono invece copie costantiniane, mentre i fusti delle lesene, probabilmente di reimpiego, sono stati quasi tutti sostituiti nei restauri settecenteschi). Di epoca domizianea, ma con rilavorazioni successive, è anche il coronamento di imposta del fornice centrale.
Di epoca costantiniana sono invece gli archivolti del fornice centrale e gli elementi lisci (coronamenti e zoccoli, fregio, architrave e basi dell’ordine principale, archivolti e coronamenti di imposta dei fornici laterali), che presentano spesso modanature semplificate e con andamento non precisamente allineato.

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